A un certo punto nell'ultimo decennio la tote bag ha messo a segno un colpo: ha rubato la corona di it-bag a borse che costano cinquanta volte tanto. Le prove sono ovunque: tote nella fotografia di street style, tote come scorciatoia per la personalità, interi angoli di internet che discutono di gusto in fatto di borse di tela. La tote estetica ha vinto perché fa ciò che le borse di lusso non sanno fare: portare la tua vita vera e intanto dire qualcosa di vero su di te.
I generi, mappati
- Minimalista tinta unita: tela semplice, al massimo un piccolo motivo. Dice “leggo”. Il rischio è l'anonimato: è lo standard degli standard.
- Tipografia e stampe d'arte: energia da bookshop del museo; invecchia esattamente bene quanto la battuta o la mostra che porta.
- Retrò anni '70: margherite, soli, marroni e arancioni caldi; il genere che sta vivendo il suo momento migliore, e quello in cui vivono la nostra tote Indigo con margherite e la tote Cosmos con fiori e stelle.
- Western e azteco: rombi a gradini e palette del deserto; territorio di Zara e Savana, il look che si abbina al denim per sempre.
- Culto del sole: soli raggianti come sulla tote Halo: l'ora dorata in forma di borsa.
Controllo della sostanza: le vibes hanno bisogno di un telaio
La trappola della tote estetica è comprare la stampa e ricevere il tessuto: cotone traslucido da 135 g/m² che alla terza settimana si affloscia in un triste triangolo. Qualunque genere tu scelga, valgono sempre le regole del telaio della guida alla tela: 400 g/m², fondo con soffietto, manici rinforzati, lavabile in lavatrice. Una bella stampa su una borsa che non regge i libri è un poster con i manici.
Il trucco per coordinare
Ecco la mossa silenziosa ma potente: quando la stampa della tua tote esiste in tutta una gamma, fodere per sedili, tappeti, fodere per cintura, l'estetica smette di essere un accessorio e diventa un sistema. La borsa si abbina all'auto, che si abbina al picnic. Nessun altro al mercato può farlo.





















