L'estetica boho ha annesso territorio per anni, soggiorni, guardaroba, interni d'auto, borse, pavimenti, e poi si è fermata al paraurti. Fuori dall'auto, le opzioni erano cromo, nero, pubblicità della concessionaria o una battuta. La cornice portatarga era l'ultima tela libera di tutta l'estetica, ed è più o meno la storia del perché abbiamo iniziato a fonderle.
Com'è il boho nel metallo
La grammatica dello stile, motivi con una genealogia, calde palette terrose, la texture del fatto a mano, non era mai stata tradotta nelle cornici portatarga perché i materiali dominanti non potevano reggerla: la plastica stampata perde il calore in due estati, l'alluminio stampato non riesce a trattenere un motivo fine. La lega di zinco pressofusa sì: la stessa precisione che serve per casse di orologi e fibbie di cinture rende i motivi folk del cielo notturno di Luna, l'alba raggiante di Halo e la geometria Santa Fe di Sierra come struttura, non come superficie (la storia dei materiali). Calore boho, resistente alle intemperie.
La logica del tocco finale
Chi arreda interni conosce la regola: una stanza non è finita finché i dettagli più piccoli non concordano con quelli più grandi. Un'auto con coprisedili Sierra e un kilim nel bagagliaio che porta ancora una cornice di “Bob's Auto Mall” è una frase con un refuso. La coppia di cornici abbinata, anteriore e posteriore, per targhe di USA e Canada, chiude il cerchio, ed è per questo che ogni cornice della collezione riprende una stampa dei coprisedili invece di inventarne di nuove.
Boho, legalmente e in pratica
Tutte le solite regole delle cornici valgono senza problemi: i bordi sottili con motivi rispettano la legge sulla visibilità di ogni stato (le regole), il montaggio richiede cinque minuti (la guida), e il peso della fusione significa zero colonna sonora di vibrazioni (quell'ambulatorio). L'ultima tela, conquistata, con calore.





















