Breve storia della targa: dalla porcellana al motivo

Patterned license plate frame mounted on a car

La targa è l'unico accessorio che nessuna auto può rifiutare, un documento ufficiale avvitato a un paraurti, e i suoi 120 anni di storia sono più strani di quanto un oggetto così quotidiano meriti. Porcellana, carceri, promozione della patata: c'è tutto.

Parigi comincia, New York la rende obbligatoria

La Francia richiese le prime targhe per veicoli nel 1893, quando la polizia di Parigi impose contrassegni di registrazione per le carrozze senza cavalli che spaventavano i cavalli. New York divenne nel 1901 il primo stato USA a rendere obbligatorie le targhe, ma erano fatte in casa: spesso pezzi di cuoio con lettere metalliche da numero civico, con monogramma come i bagagli. Il Massachusetts emise nel 1903 le prime targhe prodotte dallo stato; la targa numero 1 andò a un certo Mr. Tudor, la cui famiglia, a quanto si dice, detiene ancora la registrazione.

L'era della porcellana e l'età del ferro

Le prime targhe di massa erano in ferro smaltato: bellissime, vetrose e così fragili che gli esemplari sopravvissuti oggi passano di mano per migliaia nel mercato del collezionismo. Le carenze del tempo di guerra imposero esperimenti: targhe in pannello di fibra di soia (che il bestiame, notoriamente, mangiava) e, nel 1948 in Idaho, la leggendaria targa a forma di patata che promuoveva la coltura simbolo dello stato. A metà secolo si affermarono acciaio e alluminio in rilievo, in gran parte stampati, allora come oggi, nei laboratori delle carceri, che producono ancora la maggior parte delle targhe statunitensi.

1956: la misura che unificò un continente

L'industria automobilistica e gli stati standardizzarono nel 1956 il formato 6×12 pollici (15×30 cm), mettendo fine a decenni di dimensioni caotiche: proprio la decisione che rende possibile una cornice nordamericana universale. L'Europa standardizzò in modo diverso, da cui il divario transatlantico delle cornici. La targa grafica arrivò negli anni Settanta e Ottanta, quando gli stati scoprirono che le targhe erano pubblicità turistiche su ruote; gli ecosistemi attuali di targhe speciali e la cultura vanity sono nati da lì.

La cornice come usanza popolare

Antica quasi quanto le targhe stesse: le concessionarie incorniciavano le targhe con il proprio nome già negli anni Trenta, e da allora le persone si riprendono quello spazio del bordo, il piccolo quadrato legale di espressione personale che ogni auto porta con sé (le regole del bordo). Il nostro contributo alla tradizione: il motivo al posto della pubblicità, fuso per sopravvivere all'epoca che lo ha creato. La storia apprezza i buoni materiali.